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Progetti

Kibaré - Cooperazione con il Burkina Faso


Progetto Fili di Speranza

Premessa

Nel 2023 Kibarè ETS ha avviato in Burkina Faso, nella capitale Ouagadougou, nel quartiere di Pissy, un progetto denominato Fili di luce, mirato alla formazione professionale in tessitura tradizionale, tintura e sartoria di giovani di età compresa tra i 16 e i 23 anni che hanno abbandonato la scuola o hanno problemi di conflitto con la legge.

Il progetto triennale si proponeva, a seguito di una ricerca di mercato mirata alle filiere all’interno del Paese che potevano offrire maggiori possibilità di lavoro, di formare mano d’opera specializzata nella filiera tessile da immettere nel mondo del lavoro, a fronte di una sempre crescente richiesta di produzione del tessuto tradizionale Faso Dan Fani, sia all’interno del Paese che all’estero. Tale tessuto, realizzato su telai a mano, ha sempre costituito, come del resto la produzione di cotone biologico nel Paese, un’eccellenza riconosciuta al Burkina Faso in tutta l’Africa.

L’obiettivo generale del progetto è stato quello di formare mano d’opera qualificata e specializzata attraverso la conservazione e la valorizzazione della tradizione del Paese

Il progetto prevedeva, oltre alla formazione di giovani interessati al settore ed in possesso dei requisiti richiesti, la formazione di minori in carcere per reati minori, ai quali garantire una formazione professionale qualificata e un lavoro sicuro a pena scontata.

Fili di luce si è concluso nel 2025 come finanziamento di Kibarè con i seguenti risultati:

- Formazione di 100 giovani in 3 anni che hanno tutti trovato lavoro in atelier di tessitura, tintura e sartoria o cooperative locali già esistenti.

- Costituzione di una cooperativa composta da dieci giovani che lavora in proprio producendo reddito per i suoi soci e garantendo un contributo annuale al centro di formazione per consentirne l’operatività e la sostenibilità.

Diversi sono stati i risultati per quanto riguarda il progetto nel carcere minorile a causa di variabili legate al periodo di permanenza in carcere, agli anni di pena da scontare prevista, e alla doverosa formazione specifica sull’etica dei comportamenti e della socialità, della quale gli apprendisti avevano molto bisogno. Un grosso lavoro di affiancamento delle famiglie, laddove esistenti, è stato fatto per evitare che, all’uscita dal carcere, i ragazzi rientrassero nella spirale della piccola criminalità o si riappropriassero di comportamenti contro la legge e socialmente inaccettabili.

Parallelamente ai giovani apprendisti sono state formate due guardie carcerarie che possono subentrare ai formatori esterni per garantire la continuità del progetto anche a finanziamento concluso.

Ad oggi all’interno del carcere minorile sono stati formati dieci ragazzi, alcuni dei quali hanno lasciato la struttura e di cui si è persa traccia, 3 sono stati inseriti nella cooperativa Fili di luce, altri hanno trovato lavoro in atelier e cooperative locali già esistenti. Inoltre, all’interno del carcere è stato aperto un punto vendita dei prodotti realizzati dai ragazzi, al quale possono accedere visitatori, avvocati e parenti dei detenuti per acquisti a costi convenienti ed interessanti.

Il progetto, considerato pilota all’interno del carcere minorile, ha evidenziato:

1) La richiesta sempre maggiore da parte dei giovani detenuti di accedere a questo tipo di formazione.

2) La necessità di estendere la formazione anche alle femmine (il progetto iniziale era rivolto a soli maschi).

3) L’esigenza di prolungare il periodo di sostegno a questo target specifico di minori per ampliare la possibilità di creare percorsi di recupero e reinserimento sociale per un numero sempre maggiore di minori che delinquono.

Nace così il progetto FILI DI SPERANZA, sempre articolato su 3 anni, che prevede la formazione e l’accompagnamento di ulteriori 15 ragazzi (10 maschi e 5 femmine) nel settore tessitura e tintura, e l’inserimento lavorativo dei soggetti partecipanti all’uscita dal carcere a pena scontata.

Il progetto è gestito da Kibaré ets, riconosciuta in Burkina Faso come ong abilitata e accreditata ad operare nel Paese, in collaborazione con l’Ong locale AEJT, partner con esperienza ventennale nella formazione professionale e nella tutela dei minori lavoratori.

Il costo totale del progetto articolato in tre anni è di € 55.000.

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